San Pellegrino

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L’abitato di San Pellegrino si trova posto a metà di un colle sovrastante la pianura di Gualdo Tadino; alla sua destra, verso oriente, la città di Gualdo dominata dagli Appennini e alla sua sinistra, a nord-ovest, quella serie di ondulate colline che arrivano fino al passo di Scheggia. Se poi si sale sulla cima del colle si può ammirare a ponente la pianura di Gubbio con il suo capoluogo.

Questa posizione geografica ha sicuramente rappresentato una componente fondamentale nella nascita e nello sviluppo di San Pellegrino che, soprattutto nell’alto medioevo, grazie al suo castello, forniva un eccezionale tassello strategico-difensivo per i signori della zona.

E la prova che San Pellegrino fosse uno dei centri più importanti di questa fascia apenninica la si evince anche dai numerosi tesori artistici presenti nel paese, primi fra tutti quelli contenuti nella parroccchiale, una tra le più ricche chiese minori della diocesi di Assisi.

In essa sono infatti presenti una serie di affreschi del XV° XVI° secolo, alcuni dei quali attribuiti al più importante pittore rinascimentale della zona, Matteo da Gualdo. Di notevole pregio sono anche il ciborio in pietra opera di Michelangelo Lucesole posto dietro l’altare maggiore, e l’altare del Rosario, in struttura lignea, realizzato nel 1589, con raffinati interventi pittorici attribuiti all’artista eugubino Benedetto Nucci.

Un discorso a parte merita la pala d’altare attualmente collocata presso la chiesetta di S. Maria delle Grazie nella piazza del paese. Si tratta di un polittico a struttura lignea dipinto nel 1465 da Girolamo di Giovanni da Camerino; è un’opera dalla straordinaria fattura, in cinque riquadri e con numerosi intagli messi ad oro. Nella pala centrale vi è una figura della Madonna in trono con bambino ed angeli adoranti; ai lati sono raffigurati San Michele Arcangelo e San Filippo a sinistra, San Giacomo e San Pellegrino a destra.

Di grande suggestione è infine il complesso architettonico dell’antico castello, del quale sono ben visibili ancora la maestosa torre di avvistamento recentemente restaurata, alcune strutture in muratura databili attorno all’anno 1100 e la grande fattoria del 1500.

Fonti bibliografiche e fotografiche:

U. Giacometti, San Pellegrino di Gualdo Tadino, 2000 – AA.VV., San Pellegrino, 1975 – Luigi Gaudenzi

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